E-commerce in Cina_Pt. 2/4: Scegliere la giusta piattaforma

Updated: Mar 24


Nell’articolo precedente abbiamo illustrato le macro categorie possibili per la vendita online in Cina, in particolare soffermandoci sulla vendita cross-border. In questo articolo invece parleremo della seconda opzione, ovvero della vendita tramite presenza in Cina.


Le piattaforme propriamente locali sono solitamente prese in considerazione in una seconda fase dell’entrata nel mercato online cinese, quando si hanno dei primi risultati. Che essi vengano da un test con il cbec, con una ricerca di mercato, o tramite focus group non ha importanza ma sono assolutamente fondamentali per poter pianificare i passi successivi.


Il requisito base per l’utilizzo di vendite “locali” in Cina è quello di stabilire una Wholly foreign owned enterprise (WFOE) ovvero registrare una azienda con entità legale sul territorio cinese. Questo comporta un investimento e la presa in carico di rischi commerciali e legali che possono essere ovviati se ci si appoggia invece ad aziende già integrate localmente.


Di seguito una panorama con indicazioni su B2C e motori di ricerca:



Fonte: Eusme center


Per quanto riguarda le piattaforme di e-commerce la divisione potrebbe essere fatta in portali orizzontali e verticali. Dove per orizzontali si intendono canali considerati più “generalisti”, dominati sicuramente da JD e Tmall, mentre per verticali si intendono i canali specializzati in categorie di prodotti o settori merceologici che sono permeanti anche con social commerce. Per questa ultima categoria alcuni esempi sono: Vip per prodotti di lusso, Jumei per la cosmetica, Yesmywine per i vini etc.


Tra le piattaforme cinesi, di seguito un breve elenco delle piattaforme B2C più rilevanti:


-- Wechat, store o miniprogram: all’interno dell’App di social media (vedi approfondimento nel nostro articolo “e-commerce 4”); omnicomprensivo, tra le categorie più rappresentate il food e fashion;

-- JD.com: Jingdong, inizialmente chiamato 360buy, uno dei due maggiori player, molto forte nel settore 3C e tecnologico; percepito come garante di autenticità e pertanto molto usato anche nel fashion e nel lusso; il sistema di logistica è interno a JD, ma viene data la possibilità ai proprietari dei negozi online di scelta;

-- Pinduoduo: e-commerce dedicato al group buying con social commerce, categorie principali sono cosmetica e fashion.

-- Tmall: uno spinoff di Taobao (piattaforma C2C) specializzato in retail B2C; settori merceologici omnicomprensivi, principalmente scelto dai grandi brand occidentali come vetrina per eventi e marketing; considerata una piattaforma pura, il proprietario del negozio rimane il solo detentore della proprietà dello stesso e dei prodotti, non ha servizio logistico proprio;


Un canale specializzato in alimentari che è slegato da questi due grandi player (essendo dal 2015 acquisito da Walmart) ma che merita menzione è Yihaodian. Fondata nel 2008, è un canale B2C dedicato al cibo, con notevole presenza di prodotti provenienti dall’estero.

Nonostante i due grandi player Tencent e Alibaba siano considerati spesso dei competitor, nel 2011 hanno lanciato con un investimento congiunto la app LittleRedBook, un social media network che include Cross border e-commerce (vedi approfondimento nel nostro articolo “e-commerce 4”). Questa app è da considerarsi come un esempio di nuova tipologia di commercio online strettamente correlata ai social media, trend in notevole espansione.


Certamente nessuna delle opzioni di piattaforma, siano esse cross-border o localizzate, o di social commerce, sono da considerarsi esclusive. Spesso, infatti, la strategia vincente è invece quella di integrare diversificando l’offerta nei vari canali di vendita e distribuzione.

Alcune degli errori comuni da evitare quando si considerano le piattaforme cinesi sono:



Pertanto, un’assistenza olistica per l’entrata nel mercato cinese è necessaria soprattutto se si tratta di commercio online. Per maggiori informazioni sulle diverse piattaforme, contattaci a info@sinosee.net